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Maria Rita Marino

"Paesaggio" - acrilico- 80x60 - 2004 -

 

 

 

 

Maria Rita Marino- docente di Educazione Tecnica, ha svolto il ruolo di docente di sostegno per oltre venti anni di attività didattica in una scuola media di primo grado della Città di Marsala. Da sempre ha sentito il "bisogno" interiore di affiancarsi ai ragazzi che, nel periodo adolescenziale,mostravano di trovarsi in difficoltà.

 Presidente di una Federazione Culturale Internazionale; Presidente di movimenti Femminili per il raggiungimento delle Pari Opportunità, opera nel sociale  in particolare l sue attenzioni sono rivolte ai giovani studenti del territorio.

Sin dall’infanzia ha manifestato interesse anche per il mondo dell’arte del disegno tecnico, della pittura ad olio ed acrilico.

Autodidatta quasi in tutto, sviluppa il suo talento sulla pittura seguendo una sua linea , non curandosi di prendere contatto con una qualsiasi corrente artistica . Da subito salda il legame con l’inconscio, la parte più intima della sua mente, del suo pensiero più nascosto, come a lasciare insinuare dentro la sua vita la felicità attraverso una porta di cui non ha ancora trovato la chiave.

 Da sempre ha studiato le tecniche pittoriche . Della pittura pensa: “…..il quadro è una chiave che apre la porta della nostra sensibilità, non tutti i quadri riescono a farlo, ma sta a noi non nascondere la serratura.”
Si esprime cosi sulle sue marine , i suoi paesaggi e i suoi volti:”….sono luoghi  e volti verosimili, ma non sono materiali, vorrei che fossero i luoghi  e i volti dell’anima, almeno della mia.”

 Dipinge quasi esclusivamente con  l’acrilico.

 Il suo stile è stato definito  “Surrealista".  I suoi quadri sono bisogni interiori, spesso rappresentano proiezioni dell'inconscio, di mondi sommersi o immaginari dove si percepisce l'armonia fra la natura e gli esseri viventi, la pace, un'interiore serenità espressi , a detta di alcuni critici, con un " cromatismo sublime" .
 Autodidatta quasi in tutto, si dedica alla pittura, in forma più attiva solamente da pochi anni. Da Sagittaria non ha mai messo le "pantofole", sempre in corsa verso un "crescendo" nella sua vita professionale e privata

Si propone con le prime partecipazioni a mostre collettive e personali, riscuotendo  notevoli apprezzamenti da parte di critici e professionisti d’Arte della Provincia ed oltre.

-Si propone al pubblico ed ai numerosi turisti della Città nel Novembre del 2003; -una collettiva presso il centro "Polivalente" invitata dal comune di Petrosino nel Marzo del 2004

- a Marsala una collettiva presso la Galleria d’Arte autogestita.(2004)

- una collettiva- estemporanea unitamente a tanti altri Maestri della Sicilia  in occasione del 59 rinnovo della firma dello Statuto Regione Sicilia nel Maggio del 2005 presso il Palazzo dei Carmelitani a Ma zara del Vallo.

- una personale presso il Circolo Lilibeum di Marsala nel Marzo 2006

- una collettiva in occasione della manifestazione “Calici di Stelle” organizzata dal Comune di Marsala il 10 Agosto 2006;

- una collettiva in occasione della “notte Bianca” organizzata dal Comune di Marsala il 24 Agosto 2006.

- una collettiva presso la Villa Cavallotti organizzata dal Comune di Marsala il 10 Agosto 2007

- una collettiva organizzata dal Comune di Marsala il 16 Agosto 2007 presso la piazzetta dei “Caduti Garibaldini” (Cattedrale)

- Galleria d’Arte III Millennio. Biennale di VENEZIA . Anno 2004

Dei suoi tramonti dice che sono lo specchio della sua anima, della sua mente, del suo spirito. Riesce così ad esprimere la solitudine dei suoi sentimenti quando, finalmente, mette le "pantofole".

 Tramonto: indica con questa espressione, la marea che ha luogo quando la luna e il sole si trovano in congiunzione o opposizione, quasi a segnare la fine  o l’inizio del giorno.
Il suo amore per l’acqua, considerata come H O, da sempre la induce a pensare a quell’elemento come a qualche cosa di essenziale per la sua esistenza, al di là dell’esigenza che ne ha per la sopravvivenza del proprio corpo.

 Acqua: liquida, solida o gassosa; mari, laghi, fiumi; neve o ghiaccio; nuvole, persino una semplice sauna le danno un enorme piacere che cerca ogni volta di trasmette a chi l’ accompagna.
L’acqua è viva, scorre si trasforma ed una delle forme del suo movimento è rappresentata dalle maree sigiziali. Questo tipo di movimento dell’acqua, che con la sua cadenza costante diventa , per la pittrice,quasi il respiro della terra, la spingono a tracciare quella linea infinita di un tramonto . Le sue tele si tingono di rosso, di giallo, di luminescenti forme di tramonti che segnano la fine di un giorno; ma per l’Artista , dall’ animo particolarmente sensibile e semplice ,ma , soprattutto modesto, inducono a pensare che i suoi tramonti possono rappresentare non la fine ma l’inizio di un nuovo giorno e, quindi, la speranza che la civiltà avrà veramente un nuovo  inizio quando il potere dell'amore sostituirà l'amore del potere come disse Richard Aldington  : per Maria Rita la speranza  di un futuro migliore.

 Leggere” i suoi quadri è come voler leggere Maria Rita con il suo vivere pieno di dubbi, di gioie, di speranze, di angosce che, mentre ascolta il profondo silenzio della sua anima, punta sulla tela non tanto il pennello ma soprattutto i polpastrelli  riuscendo a trasferire il suo pensiero  in criniere di colori al vento lanciate contro i bagliori di un infuocato tramonto.

Ed è in quel momento che il suo pensiero diventa sbuffo di fuoco appena acceso, sospiri di fumo che s’alzano al cielo formando coriandoli di nuvole , quasi a disegnare la volontà di Dio oppure  a rappresentare la parte peggiore dell’Umanità attraverso l’immagine diabolica di Satana.

Maria Rita riacquista il suo mondo ponendosi, volutamente, al centro di una nuova realtà.

Una realtà tutta sua, che manipola e vive a suo piacimento quasi compiaciuta di avere distrutto la realtà oggettiva che è costretto a vivere ogni giorno. Le sue tele si tingono di emozioni e diventano arte,

 Il mare, la magia di un sogno d'acqua, la forza ineluttabile della natura, il fascino dei colori che profumano di infinito diventano per Maria Rita  messaggi di speranza  che ti fanno rimanere in silenzio mentre il pensiero vola oltre i confini dell’eternità.

Nell’osservare i suoi tramonti,  i volti di donne sofferte ma tese a migliorare la propria esistenza attraverso la fisicità , i suoi percorsi nel buio dell’infinito  ci si ritrova, immobili, al centro dell’Universo alla ricerca di quel  principio o di quella fine consapevoli di non potere distinguere se la fine è il principio o, viceversa, il principio è la fine.

 

Per Maria Rita amare e praticare l’arte o dedicarsi ad attività che all’arte fanno riferimento, significa interessarsi della parte migliore dell’uomo, di quella parte che nel tempo ha generato bellezza e stile

“………Ti ringrazio Signore per avermi dato il dono di

 poter “guardare” la natura del cosmo e di poterne disegnare la “bellezza”…..

(Maria Rita Marino)

 

 
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